• benedictaorlandi

Coltivare il benessere a "6 zampe"



Il fatto che la vicinanza di dolci pelosetti ci faccia sentire meglio è un qualcosa di assodato, istintivo, viscerale.

Le fusa di un gatto, la morbidezza di un coniglietto, lo scodinzolare di un cane sono stimoli che sprigionano in noi sensazioni di benessere e leggerezza.


Ma i nostri animali domestici possono davvero aiutarci a ridurre ansia e depressione?


La risposta arriva dalla scienza e sembra essere affermativa.


Se avete un cucciolo in casa, concorderete con me nel definirli degli ottimi (se non i migliori) coinquilini, e spesso veri e propri terapeuti inconsapevoli nelle giornate più difficili.


Ma questa non è solo una nostra impressione, anzi!


La ricerca scientifica ha confermato che i nostri amici a 4 zampe favoriscono in noi una significativa riduzione di stress, ansia e depressione. Non solo, la loro vicinanza è connessa ad una diminuzione dei rischi di malattie cardiache, nonché ad un vero e proprio aumento della durata della vita.


Giocare con un cane o un gatto può aumentare i livelli di serotonina e dopamina e di conseguenza favorire uno stato di calma e rilassamento con un effetto importante sul nostro umore.


Una delle ragioni di questi effetti terapeutici è che i nostri animali domestici soddisfano un bisogno importantissimo: il contatto.


Coccolare, accarezzare e abbracciare il nostro amico a 4 zampe ci conforta e rasserena quando siamo agitati, la sua compagnia può alleviare il senso di solitudine, le passeggiate di cui hanno bisogno incoraggiano anche il nostro esercizio fisico, le attività all’aria aperta ed il contatto con gli altri, tutti elementi che hanno un effetto a cascata importante per la nostra salute mentale, oltre che fisica.


Ma gli animali percepiscono, comprendono e influenzano attivamente le nostre emozioni?


Spesso sentiamo che i nostri amici avvertono le emozioni che stiamo vivendo e questo non è frutto della nostra immaginazione: i segnali comportamentali, chimici e ormonali che trasmettiamo vengono effettivamente decifrati e compresi. Non solo, sembra che interagendo reciprocamente o anche solo guardandosi uomo e cane rilascino ossitocina, il cosiddetto “ormone dell’amore”.


Diversi studi hanno provato come gli animali dimostrino vera e propria “empatia” nei confronti delle persone importanti per loro. Tutto questo contagio emotivo aumenta in modo direttamente proporzionale con il tempo che si trascorre condividendo lo stesso ambiente. Condividere la casa, i luoghi di svago e riposo, gli eventi di vita, la famiglia e le attività quotidiane contribuisce e potenzia la qualità di questo legame, nonché il benessere reciproco.

Piccoli aneddoti …


Nel mio piccolo ho avuto il privilegio di notare alcune influenze positive della vicinanza dei nostri amici a 4 zampe anche nella stanza di terapia.

Occupandomi di terapia online, le mie riflessioni si sono arricchite di osservazioni importanti nelle ore passate in seduta con una finestra privilegiata nella “quotidianità” dei miei pazienti e dei loro coinquilini pelosi, compagni inconsapevoli dei percorsi di terapia dei loro amici bipedi.

Nel tempo, mi sono sempre più resa conto che, quelli che sembravano solo dolci presenze sullo sfondo, diventavano veri e propri co-terapeuti in alcuni momenti della terapia.


Così mi sono ritrovata una volta a ridere di cuore con un mio paziente per il “russare” di sottofondo di un cagnolino, proprio in un momento in cui lo sciogliere della tensione con una bella risata trovava spazio nel contenuto emotivo che stavamo trattando.


In un altro momento è stato un buffo gattone rosso a catturare la mia attenzione, saltando con la sua dolcezza sul grembo di una paziente che, mentre elaborava un trauma, si era sciolta in un pianto. Il poter cullare insieme il suo cucciolo tra le braccia è stato uno dei momenti più forti e belli di quel percorso unico di guarigione. Lui c’era ed era lì per lei, non era sola e glielo ricordavamo insieme.


Ed anche il cinguettio di un uccellino che ci accompagnava come sfondo ad un training di rilassamento o ad un momento di meditazione è stato senz’altro un lascia passare di emozioni positive e dello scioglimento di una tensione troppo spesso trattenuta. Per usare le parole della mia paziente “mentre mi rilassavo ho immaginato il mio giardino interiore, e finalmente anche le mie braccia diventavano più leggere come le ali del mio pappagallino Pippo”.


E così, dopo che la pandemia ha ridefinito ritmi e luoghi di lavoro, anche i nostri amici a quattro zampe hanno riadattato la loro vita affiancandoci sempre più nelle giornate lavorative e nelle nostre attività quotidiane. In tutto ciò il loro contributo non è stato da poco, in termini di riduzione dello stress ed oserei dire anche di produttività, visti gli effetti benefici sul lavoro di un nostro stato di serenità emotiva. Parallelamente, questo ci ha sicuramente permesso di passare più tempo insieme, per la loro (oltre che nostra) gioia.


Allo stesso modo, anche per me, che lavoravo online ormai già da tempo e che la pandemia non ha fatto altro che consolidare ancor di più nella mia usuale attività questa pratica clinica sempre più diffusa e affermata, la giornata di lavoro si è via via arricchita di dolci morbide coccole, bacini e “musettate” umidicce. E così, di tanto in tanto, potrete trovare (forse un po' più spesso rispetto a prima) anche con me nello studio il mio cagnolone, accoccolato ai miei piedi sotto la scrivania o acciambellato alle mie spalle.